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Nell’era  di  internet  cambiano  le  mode, le  abitudini, i  gusti.  Si  cercano  nuovi  amori, nuovi contatti, grandi affari ed anche le parole si arricchiscono di significati diversi ...  “ai miei tempi si intendeva solamente andar per mare"...

Eroe non solo "per virtù" ma anche "per necessità", sfida gli uomini e gli Dei, rinuncia all’eternità ma viene ricordato  in  eterno per l’astuzia, la caparbietà,  la grande  forza  d’amore  che  lo  riporta inesorabilmente a casa; … tutto … “per Lei”.

 

Terra di vento, di conquiste, di approdi, di ospitalità , di arte, di Barocco, di tradizioni  e contraddizioni; circondata  dal mare … ma povera di acqua dolce, brillante per l’ingegnosità e la fantasia di menti  intelligenti spesso costrette a trovare fortuna altrove...

  

Distratti dai mille volti dello spettacolo e dall’affannosa ricerca del “nuovo”, si dimentica spesso che la vera musica “non ha tempo, non ha stile, non ha voce”, ti raggiunge in un attimo, “passa sempre dentro un brivido veloce” ed è eterna “si nasconde tra le pieghe della mente e rimane lì per sempre”.

Si può essere vicini anche a 12.000 chilometri di distanza, anche con “due grandi mari da saltare” (Mediterraneo e Oceano Atlantico). E allora per mandare un affettuoso saluto dall’altra parte del mondo basta la forza del pensiero e una mano immersa nel mare, che è così grande, ma ci unisce.

 

Un brano che nasce da una grande intuizione, senza penna, senza chitarra, allorquando l’amico Tommaso F. mi consegna alcune fotocopie di un vecchio manoscritto dei primi anni del 1900 che mi riassume con poche parole … “è la storia di una lettera, prima esposta in vetrina per il suo bel colore e per la sua carta pregiata, poi acquistata da una nobile signora e spedita ad un’amica, poi letta con passione da una giovane donna molto bella ma molto malata, poi dimenticata in un cassetto per anni … fino a quando, ritenuta inutile,  buttata nel fuoco”. A quel punto pensai “Storia di una lettera ingiallita” e avendo già in mente parole e musica corsi a casa per scrivere e musicare. Lessi giorni dopo, con calma, il racconto originale : triste, passionale, bello…  spero, come la mia canzone.
La storia di un amico, di  tanti amici, costretti  a lasciare la propria terra , le grandi passioni, per trasferirsi altrove. Oro è l’amico più taciturno della comitiva ma non per questo meno sognatore degli altri, grande conoscitore di musica, perfetto regista radiofonico in una radio libera sul finire degli anni ’80. Lascia tutto con rassegnazione e rammarico ma mi strappa una promessa che vorrei mantenere … “se va bene ti ridò le cuffie gialle…”
Alcune farfalle volano leggere in un giardino fiorito; mi vengono incontro e, come d'incanto, mi riportano indietro nel tempo; una scuola, un parco, l'odore dell’erba appena tagliata, gli amici d'infanzia, i primi amori.
Doveva essere una passeggiata in auto con il mio amico Claudio B., per curiosare, per ricordare o solo per passare alcuni minuti insieme; ma i cellulari di entrambi squillano in continuazione e in questo strano avvicendarsi di squilli un altro flash degli anni passati in Radio a ricevere telefonate, a volte anche 100 in un’ora, ad esaudire richieste …

La vita è uno strano girotondo e la fortuna e la sfortuna sono legate dal filo sottile della casualità. Così, si può “vivere”  o “morire” ma si può dare il meglio anche quando si è “lontani dal mondo” e non si è esattamente “al centro della terra".