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- Andrea Baccassino 05.03.2011
- Pasquale Chirivì (Scrittore e musicista) 22.04.2010
- Muffx (Roch Band ) 15.01.2010
- Elsa Fanuli (Scrittrice) 10.12.2009
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"Angeli sulla città"
Ultimo CD di Andrea Baccassino
Ascolta Andrea Baccassino e il brano
"Angeli sulla città" nell'intervista di Mauro Maglio
tratta dal programma radiofonico "Navigare"
in onda su KERRADIO
Clicca sul player
Con grande stima ad Andrea Baccassino
Ho conosciuto Andrea Baccassino (Bac) molti anni fa, a Nardò, quando suonavo con Alex e
Bac c’è, sempre, con il suo sorriso, con la sua calma certosina, con la sua grande discrezione … che a non conoscerlo, si può non credere faccia, per professione, il cabarettista.
Andrea Baccassino, secondo me, non diventa artista, nasce artista !!! Se curiosate nei suoi siti internet www.baccassino.com e www.myspace.com/baccassino capirete meglio, leggendo la biografia, cosa sto cercando di spiegarvi.
Andrea nasce a Nardò ma lascia presto, fortunatamente solo per qualche anno, i colori, i sapori e gli odori del Salento per seguire i suoi genitori in Germania e così viene catapultato in una realtà completamente diversa che lui osserva attentamente e confronta. Dice : “… a sei anni me ne andavo in giro con la chiave di casa appesa al collo e avevo la tessera della biblioteca! Sono stato un bambino precoce, però poi sono rimasto bambino... “
L’anima dell’artista metabolizza, memorizza, trasforma, paragona … dicesi “creatività” … ecco perché afferma : “.. sono un autore perché scrivo, perché mi piace scrivere ...”, ecco perché, nella “Salentinità”, nella sintesi a volte ermetica a volte “colorita” del dialetto, trova la sua parte migliore, l’immediatezza e la tonalità della battuta.
Bac è uno “studioso” dei modi di dire, dei modi di fare, delle tradizioni, delle consuetudini, delle abitudini, dei lavori, della strada, della vita, delle famiglie Salentine, fonde la quotidianità con l’eccezionalità ottenendo un risultato piacevolmente devastante che amplifica il suo nome, le sue canzoni, la sua popolarità.
Recitando o cantando, descrive consuetudini prettamente meridionali : la salsa di pomodoro (La vasca), la gelosia (Quattru), la noia (Una vita sul divano), i giovani (Gioventù bruscata) ecc…
Bac sul palcoscenico è “un personaggio”, Bac è uno di noi, Bac è tutti noi … non c’è bisogno di spiegarlo “alla gente” … “la sua gente” … lo sa già …
“L’Italica gente”, invece, lo conoscerà quando Bac troverà il modo di “liberarsi” della sua “arma migliore” … quando perderà un po’ di Salento per Italianizzarsi … quando scenderà dall’Ape giallo (logo del suo sito internet e di qualche suo CD) per prendere l’aereo …
Molti si meraviglieranno … non io !!! … e ci scommetto … ci sarà da ridere !!!
marzo 2011
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All'amico Pasquale Chirivì
Semmai un giorno dovessi realizzare il progetto di aggiungere all’impegno musicale di “creativo” quello di editore, per poter meglio programmare, finalizzare e gestire le idee, i pensieri e le opere frutto di attività dell’ingegno mie o di altri, non avrei certo dubbi riguardo al nome che darei all’improbabile attività, anzi, già vedo la targa societaria sul portone d’ingresso che riporta sinteticamente : Via Indipendenza, 40.
Non ci vuole molta fantasia per immaginare il perché di una soluzione dalla forte identità geografica, evidentemente proveniente da dati “sensibili” di natura “anagrafica”, probabilmente casuali, ma evidentemente reali, che fanno ruotare intorno al civico 40 della via in questione, una serie di interessi condivisi, amicizie e fortunate condizioni astrali che hanno “concentrato”, nel raggio di poche centinaia di metri, menti pensanti talentuose che in modo assolutamente “indipendente”, brillantemente, sono riuscite a realizzarsi in molteplici attività.
Ometto, per sintesi, l’elenco degli interessati per concentrarmi sul destinatario delle odierne letterarie attenzioni : Pasquale CHIRIVI’.
Non vi dirò di quello che sarebbe potuto diventare in contesti diversi, se avesse concentrato i suoi interessi su quel pallone, molto spesso sgonfio o addirittura “forato”, che in età adolescenziale riusciva a palleggiare per 200, 300 volte consecutive, o forse anche più, senza mai fargli toccare terra, con la naturalezza del campione o se avesse potuto sferrare il suo “dritto” o il “rovescio” in veri campi da tennis al posto di quelli, un po' obsoleti che ha frequentato insieme ai fratelli. Non vi dirò neanche del chitarrista virtuoso divenuto poi bassista “mostruoso” che riusciva e riesce a decifrare e poi risuonare, l’impossibile “linguaggio di note” del più grande bassista di tutti i tempi, Jaco Pastorius, tanto da meritarsi l’affettuoso nomignolo di “Pasquorius” e anche in questo caso, facendolo con la sua caratteristica espressione del fare naturale; vi dirò invece, o meglio, ve lo dirà direttamente lui, negli scritti che seguono, di una grande idea diventata libro, l’idea di tradurre in italiano perfetto, frasi e modi di dire Salentini e più precisamente Galatonesi, in un dialetto italianizzato che per analogia possiamo definire “dialetto maccheronico” che fa parte di un vocabolario accademico che non possiamo addebitare alla “Crusca” ma, come dice l’autore, sempre per analogia o per traduzione dialettale, alla “Canigghia”.
Buona lettura a tutti 22.04.2010 Mauro Maglio
Pasquale CHIRIVI' è nato a Galatone (Le) nel 1961 e vive attualmente a Nardò (Le). Appassionato di scrittura, è alla sua prima esperienza editoriale. Scrive su varie riviste di cultura salentina. Dal 2005 pubblica sul web articoli e racconti nel blog "Galatown". Ha collaborato con la rivista "L'Ora di Nardò". Redattore dal 2008 in "A Levante", magazine culturale bimestrale prodotto dall'omonima associazione, pubblica e collabora tuttora con articoli e numerose scritture.
CON DECENZA PARLANDO
di Pasquale CHIRIVI'
le sorprendenti vite degli accademici della Canigghia
Illustrazioni di Christian Imbriani
Edizioni KURUMUNY
Cosa succede quando alla consuetudine dell’utilizzo del dialetto si sovrappone la necessità di esprimersi nella lingua ufficiale? La trasposizione del proprio pensiero dalla forma dialettale in cui nasce a quella italiana è funzionale alla necessaria unificazione linguistica degli italiani, ma, spesso, questa operazione si rivela irta di insidie e produce effetti collaterali invalidanti sulla corretta applicazione delle regole della logica e della sintassi grammaticale.
Con decenza parlando è un viaggio semiserio e disincantato nell’universo multiforme del linguaggio, ambientato nel medio versante ionico salentino, tra mutazioni sorprendenti, sovrapposizioni logiche stranianti e nuove “forme di vita” linguistiche esilaranti. Un possibile manuale di sopravvivenza per visitatori ignari delle metamorfosi che una lingua può subire a contatto con le singole culture territoriali.
Il tutto si dipana lungo il filo conduttore di una società in evoluzione, dai verdeggianti vigneti alle sconfinate distese di pannelli fotovoltaici, dall’Ape al SUV, raccontata con ironica leggerezza e nostalgico trasporto.
Prefazione dell’autore
Qualche volta succede che un’iniziativa nata con motivazioni esclusivamente ludiche sfugga di mano al suo autore e finisca per diventare qualcosa di diverso, arrivando persino a rasentare la serietà. E’ esattamente quello che è successo con questa strana operazione pretenziosamente ispirata ad una presunta Accademia della Canigghia, versione salentina della ben nota Accademia della Crusca, massima autorità letteraria nazionale. Ispirazione che si manifesta ironicamente nell’utilizzo del corrispettivo dialettale della crusca, intesa in questo caso come lo scarto della lavorazione del grano nella produzione della farina, la canigghia.
Tutto nasce da una sincera passione per la parola e per il suo potere comunicativo, per la sua capacità di trasmettere messaggi, sensazioni e stati d’animo con una ricchezza di espressioni incredibile, soprattutto quando la lingua ufficiale è mediata da una consuetudine all’utilizzo del dialetto che spesso si manifesta tra le righe del discorso influenzando la costruzione della frase.
Proprio la constatazione di quanto il dialetto possa influire nell’utilizzo corretto della lingua ufficiale è alla base di questa operazione. La costruzione della frase in dialetto è spesso anche notevolmente diversa da quella della stessa in italiano, grazie all’utilizzo di figure retoriche o metaforiche che hanno il loro fondamento nella cultura locale e che trasposte a livello nazionale perdono il significato originario. L’italiano ufficiale appiattisce di fatto il linguaggio sfoltendolo di una gran quantità di espressioni spesso assai pittoresche ma prive di una logica comune dalle Alpi a Lampedusa. Ecco perché quando qualcuno utilizza in italiano delle forme proprie del dialetto si crea un effetto straniante e spesso addirittura comico.
E’ a questo punto che entra in ballo l’insana passione dell’autore (autore di niente, in fin dei conti, essendo solo un collezionista di parole) per il paradosso linguistico e per l’effetto comico derivante.
Inizia così una meticolosa raccolta di espressioni dialettali tradotte in italiano volutamente in modo letterale, tutte realmente ascoltate nei discorsi di tutti i giorni e solo in qualche caso un po’ enfatizzate per metterne in evidenza l’involontaria comicità. ................................
Con decenza parlando di Pasquale CHIRIVI' - Edizioni KURUMUNY - già disponibile nelle librerie.
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In questa straordinaria pagina dedicata agli ospiti del sito, è giunto il momento del CD “Small Obsessions” - (Go Down Records – 2009) dei ”MUFFX”, sanguigno gruppo rock, Salentino DOC, in grado di meravigliare per idee, maturità, espressione e concretezza, non solo il pubblico italiano ma anche quello d’oltre alpi e ancor più, oltre oceano.
Non esagero e non confondo mai l’amicizia e la simpatia che mi lega a Luigi Bruno e agli altri tre ragazzi della band, con la professionalità e l’obiettività di giudizio, eredità di anni ed anni passati a trasmettere in radio musica di qualità, senza distinzione di lingua, stile o di genere.
Aggiungo, come personale parere, che le influenze internazionali e i suoni vintage che i MUFFX sono riusciti a fare propri e a trasmettere come sensazioni reali, sono sicuramente sintesi dei chilometri di solchi esplorati sui vecchi vinili, o nastri ascoltati, in macchina o in cantina … “musica buona”, sicuramente, visti i risultati !!!
Come abitudine, a seguire, le brevi note sul gruppo, una recensione tra le tante disponibili e un brano musicale, sicuramente tra i più acustici, scelto dai baldi giovani dei MUFFX.
Buona musica a tutti 15.01.2010 Mauro Maglio
Ascolta il brano That's life da Small Obsessions dei MUFFX
BIO MUFFX
I Muffx nascono nel 2006 da un idea di Luigi Bruno (voce e chitarra) e Amedeo Ciricugno (basso), successivamente si aggiungono Alberto Ria e Paolo De Benedittis rispettivamente: batteria e seconda chitarra. Nel 2007 prodotto dalla “Beard of Stars Records”(Verdena, Ufomammuth, Paul Chain, That’s All Folk..) esce il loro primo album “..SAW THE..” stampato in 1000 copie, con distribuzione italiana ed estera, riscontrando pareri favorevoli da parte della critica specializzata anche all’estero, il tutto seguito dal “SAW THE TOUR” che ha portato la band ad esibirsi in tutta Italia. Da “OMERTA’”, singolo dell’album, è stato realizzato un videoclip “street-movie” con la regia di Mattia Epifani & Cristian Sabatelli.
Nel 2008 la band ha lavorato al secondo album (registrato al SUDESTSTUDIO) , prodotto da Max Ear (OJM) per la label indipendente emiliana “GO DOWN RECORDS”(Gorilla, Dome la Muerte, Not Moving, Small Jackets, Ojm..). Durante le riprese dei brani, la line-up ha subito delle variazioni con l’uscita di Paolo il quale ha comunque collaborato in alcuni brani, a registraizioni ultimate è stato sotituito da Cristiano Colopi. Nel Dicembre 2009 la band ha subito un nuovo cambio di line-up con l'uscita di Amedeo Ciricugno sostituito da Andrea Campa.
“SMALL OBSESSIONS”, questo il nome del nuovo album, strutturato in undici tracce dal sapore psyco – desert – pop con reminiscenze “gitane”.
Dal nuovo lavoro dei MUFFX è stato realizzato un video clip del singolo “REASON AND PRISON” con la regia di Edoardo Winspeare (I Galantuomini, Sangue Vivo, Il Miracolo).
L’album si avvale di svariate collaborazioni provenienti dal panorama underground salentino, quali: Claudio Prima (Banda Adriatica) organetto diatonico in “Invasion”; Max Ear (Ojm), percussioni in “Invasion”; Max Ingrosso (Intensive, Opa Cupa, F.Concato, Ron) percussioni in “That’s life”; Marco Tuma(Xanti Yaca), flauto traverso in “That’s life”; Alessia Terragno voce in “Prelude” ; Zara Veleno (Le SuperSquillo – Slivovitz – 2works) voce femminile in “Dim Memory” , seconda voce in “Reason and Prison” e cori in “As the foxies”; Marco Landolfo (Warknife – Kronium), voce baritono in “Circus part2”; Gabriele Saracino (Granma) organo leslie in “Voices”.
Il brano “As The Foxes” dei salentini Muffx è stato inserito nella compilation “Dal Profondo”, nata da un’idea di Marino Severini dei Gang, stampata e distribuita dall’etichetta Latlantide. Il ricavato dalla vendita del cd, verrà devoluto per la realizzazione di un pozzo d'acqua in Africa dedicato al batterista Paolo "Zico" Mozzicafreddo.
I Muffx sono: Luigi Bruno (voce/chitarra), Alberto Ria (batteria), Andrea Campa (basso), Cristiano Colopi (chitarra).
Recensione SMALL OBSESSIONS su: www.rawandwild.com
Muffx - Small Obsessions - (Go Down Records – 2009)
I salentini Muffx probabilmente sono il gruppo più eterogeneo della scuderia Go Down. Infatti sulla base rappresentata dal sound vintage che caratterizza le produzioni dell’etichetta italiana, i Muffx ci inseriscono tutta una serie di influenze che vanno dai ritmi gitani alle melodie pop. Certo, il gusto vintage di cui parlavamo prima resta, basti pensare ai riff di matrice Black Sabbath o agli inserti psichedelici e garage. Ma quello che sorprende maggiormente è l’abilità di questi ragazzi di produrre un tutt’uno coeso che è al contempo complicato e di semplice fruizione. Questo minestrone di stili, invece di risultare indigesto, è attraente e ruffiano. Piace dal primo ascolto, ma acquisisce nuove forme e sapori dopo ogni ascolto, tanto che quelle che inizialmente potrebbero apparire come atmosfere “felici”, in realtà sono spaccati di incubo (non a caso in alcune tracce vocali sono rintracciabili le influenze degli Alice In Chains). Small Obsession è stato prodotto da Max Ear, batterista degli OJM, registrato presso Sudest Studio e masterizzato presso i West West Side Studio di New York.. Soccombete alle piccole ossessioni dei Muffx, non ve ne pentirete!
Tour Londinese
04.02.2010 –
07.02.2010 –
09.02.2010 –
11.02.2010 –
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Cari amici ho il piacere di inaugurare la sezione dedicata agli artisti ospiti del mio sito con una scrittrice raffinata che conosco e stimo da sempre : Elsa Fanuli.
Di seguito, brevi note sulla sua vita e le sue opere, con recensioni scelte tra quelle degli stessi lettori dei due racconti, “Blu di china” e “L’odore delle chiavi” di recente pubblicazione.
Sono certo che avrete voglia di approfondire la sua conoscenza e mi ringrazierete di avervela presentata così come io la ringrazio per aver accettato il mio invito.
10.12.2009 Mauro Maglio
ELSA FANULI - Scrittrice 
Biografia
Elsa Fanuli è nata a Galatone in provincia di
Dopo aver pubblicato diversi articoli tecnici sull’uso del software sia in Italia che negli Stati Uniti, si dedica alla narrativa.
Nel 1997 giunge finalista alla 29° Edizione del Premio Andersen – Baia delle Favole con ‘La piccola onda e il pescatore’.
Nel 2000 il suo breve racconto “Starnutino, Maggiordomo e la televisione magica” si classifica tra i finalisti del 10° Concorso Nazionale di Letteratura per Ragazzi “C’era una volta...”. Nello stesso premio il racconto dal titolo ‘Il semaforo timido’ é stato segnalato dalla giuria del concorso per particolari meriti narrativi e stilistici.
Il racconto finalista é stato pubblicato nella raccolta antologica del premio “C’era una volta...” volume 10 , Editore Alberti & C., Arezzo.
Nel 2002 pubblica il suo primo romanzo dal titolo “Blu di China”, edito da Di Salvo editore.
“L’odore delle chiavi” , Manni editori , 2009 è il suo secondo romanzo.
Recensione L’odore delle chiavi, Manni, 2009 
Inserita da un lettore su sito www.qlibri.it il 03/10/2009
Ho comprato il libro "L'odore delle chiavi" di Elsa Fanuli, Manni Editori, su consiglio di un caro amico ed e' stato un'autentica sorpresa.
Non avrei creduto di appassionarmi tanto: in due giorni l'ho finito.
La storia mi ha attratto oltre ogni aspettativa, fino alla sua conclusione così insolita ed imprevista.
I personaggi mi hanno affascinato. Lidia, in un primo momento fragile e vulnerabile, che si scopre in realtà forte e determinata. Viktor, avvolto nel mistero, che ancora non ho capito se é sadico e perfido oppure tenero e indifeso.
Consuelo, decisa, risoluta, disposta a tutto per ottenere quello che vuole.
E poi qua e là spunti geniali.
La classificazione dei libri, per esempio, é una vera chicca. Ironica e curiosa invece é l'associazione tra medici legali e obitorio da una parte, cibo e smodato appetito dall'altra.
In poche parole una lettura per tutti. Per chi ama i bei romanzi e per chi ama i libri non troppo voluminosi; per gli amanti dell'intrigo e per i romantici e sentimentali. Ve lo consiglio vivamente.
Recensione Blu di china, Di Salvo Editore, 2002
Inserita da un lettore su sito di Internet Book Shopo (IBS) il 07/11/2002
Una combinazione rara di sensibilita', intelligenza e leggerezza in una scrittura vivace e disinvolta: la fantasia di Elsa ci regala "Blu di China", fondendo una rappresentazione spiritosa di vita aziendale con un intreccio ingegnoso.
"Blu di China" ci mostra che la dimensione quotidiana puo' diventare straordinaria, come solo la vita o l' arte vera sanno fare.
Ma "Blu di China" non e' solo un' invenzione letteraria: scoprite perche'...
Mauro Maglio - Galatone - Lecce - Salento - Italia